Per Anna Valle il desiderio, una delle parole chiave scelte della nuova edizione de La Milanesianal’evento ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi che vede l’attrice tra le protagoniste, è sempre stato centrale: «Penso che desiderare sia un motore: è bene che il nostro desiderio sia sempre qualcosa di costruttivo, che dobbiamo indirizzare dalla parte giusta», commenta Valle, ospite il 18 luglio a Bormio con uno spettacolo ispirato al libro EssereArmani di Renata Molho, accompagnata dalle musiche di Ferruccio Spinetti al contrabbasso e Giovanni Ceccarelli al pianoforte.
Come sono cambiati i suoi desideri rispetto a prima?
«Senz’altro sono più pratici. Quando si è più giovani i desideri sono dati dall’inesperienza e dall’istinto mentre, man mano che cresce, diventano più consapevoli e più a breve termine. Ho dei desideri molto semplici».
Tipo?
«Desidero avere tempo per le persone che amo, una cosa che magari a vent’anni non avrei pensato. Quando ero piccola, per dire, volevo diventare un’astronauta perché andare nello spazio mi ha sempre affascinata. Di certo non ho mai desiderato il successo nel senso stretto della parola, perché di fatto il successo che cos’è, alla fine?».
Me lo dica lei.
«È una cosa secondaria rispetto a quello che può essere il desiderio di fare qualcosa che ti appassioni. In questo, il successo è qualcosa di subordinato. Capisco che molti ragazzi di oggi la pensano diversamente, e forse proprio per questo dovrebbero essere più supportati e consigliati esattamente come, nel mio piccolo, cerco di fare io con i miei figli. Perché per me è chiaro che ognuno di noi abbia successo quando è soddisfatto di sé stesso».
Quand’è che Anna Valle è stata soddisfatta di sé stessa?
«Ci sono stati del lavori, come quello di Commessaoh vieni Sorayaoh vieni Le stagioni del cuoreo come il recente spettacolo a teatro Scandalo di Ivan Cotroneo che mi hanno fatto capire di essere sulla strada giusta, quella migliore per me in quel momento».
Vincenzo Landi/ipa-agency.net

