«I mezzi pubblici sono pieni di idee», dadi Rider a quasi un anno dal suo debutto in passerella per Celina con la collezione Primavera-estate 2026. «Osservo sempre tutto, sicuramente le personee sono anche un collezionista. Ho dentro di me un’enorme quantità di cose che, in qualche modo, trovano una via d’uscita». Rider non sa dire con precisione quando sia nato il suo interesse per l’abbigliamento, ma fin da piccolo mostrava una particolare attenzione per il modo in cui si vestivano le persone, forse come strumento per capire quale fosse il proprio posto nel mondo. «Amavo i vestiti», dice. «Non la moda in sé, ma ho sempre avuto un legame emotivo con gli abiti». Quell’amore sbocciò davvero durante l’adolescenza, quando il guardaroba divenne sia un’espressione della sua identità sia uno sbocco creativo. Passava ore a cercare nei negozi dell’usato capi da personalizzare prima di andare a ballare al leggendario club LGBTQ+ di Washington, Tracks.


