Il procedimento si basa sulla ricostruzione delle sequenze proteiche del T.Rex. Si è partito da minuscoli frammenti proteici estratti da fossili americani, poi si integra in sistemi cellulari specializzati per produrre un materiale a base di collagene infine trasformato in cuoio.
Uno studio innovativo, anche se non privo di critiche: alcuni scienziati ne hanno messo in dubbio alcuni aspetti. Ad esempio Thomas Holtz Jr.paleontologo dei vertebrati presso l’Università del Marylandche al New York Post: «Non abbiamo DNA di tirannosauride conservato (e tantomeno sequenze di DNA di dinosauri del Mesozoico), quindi non ci sono geni del T. rex». Infatti, come racconta lo studioso, Il DNA inizia a degradarsi non appena un animale muore: alcuni frammenti possono sopravvivere per alcuni milioni di anni, ma il più antico risale a circa 2 milioni di anni fa, mentre il T. Rex si è estinto 66 milioni di anni fa. Inoltre, aggiunge che i paleontologi hanno trovato collagene solo nelle ossa, non nella pelle – alla base della produzione del cuoio – poiché raramente si conserva nei fossili.
Una trovata di marketing o una vera innovazione scientifica? Tra suggerimento e realtà la certezza è che si tratta di un pezzo unico. Chissà se ci sarà una nuova asta e se qualcuno è pronto ad aggiudicarsi l’ormai discussa e chiacchieratissima borsa Tyrannosaurus Rex

