Ambrosia Fortuna lo racconta così e anche questa volta va dritta al cuore e alla pancia: «È un insieme di fotografie, ritratti, stralci di vita, lettere e parole che ho custodito negli anni come si custodiscono le prove di un’esistenza. Tutto nasce più di dieci anni fa, quando vivevo a Milano. Erano anni notturni, anni inquieti e luminosi insieme. Vivevo con le mie sorelle drag, condividevamo stanze, sogni, paure, trucchi sparsi sui tavoli, silenzi stanchi. In quegli anni ho imparato a guardarmi, ho imparato che l’identità non è qualcosa che si trova, ma qualcosa che si attraversa. Queste fotografie sono nate dalla mia necessità di fermare un momento prima che sparisse, dal desiderio di non perdere ciò che eravamo mentre stavamo cambiando. Oggi, a distanza di anni, almeno dieci, sento l’urgenza di mostrare queste immagini. Non per nostalgia, ma per responsabilità. Perché viviamo un tempo in cui le nostre esistenze vengono messe in discussione, raccontate da altri, semplificate, a volte negate. E allora sento il bisogno di restituire queste storie alla luce, di dire che siamo esistite, che siamo cresciute, e che siamo sopravvissute».
Artista, performer, modella e attivista, Ambrosia Fortuna non ama le etichette e di sé ha detto: «Sono un’interferenza», rifuggendo l’estetica binaria e tenendosi a distanza dai dogmatici «sì e no», dal «bianco o nero», muovendosi invece in quella zona di mezzo, dove le cose si fanno meno definite, più composite e complesse.
Ed è da qui che prende il via la mostra Eravamo notte, ora siamo giorno: al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, dal 13 al 15 giugnoè uno dei progetti di Orgoglio Porta Venezia Milanoche da anni valorizza il quartiere come simbolo di inclusione e libertà, un modo, anche questo, per ribadire diritti, spostare punti di vista e far luce sulle tante verità. Levi’s inoltre sostiene l’evento confermando il proprio storico impegno a favore della comunità LGBTQIA+.
Per anni Ambrosia è stata una delle muse del direttore creativo Sabato di Sarnoche oggi ne cura questa mostra ed è lui a raccontarcela.
