È anche a lei, a quella nonna di cui Marisa era sempre intimarita, ea quei ricordi di bambina nel suo particolare dell’hotel in rue de Berri a Parigi traboccante di tesori, «così eclettico e disposto un po’ alla rinfusa» racconta l’attrice, che deve questa sua vena artistica, trasposta oggi nella collezione per Zara, soprattutto la parte casa: un mix inebriante di influenza fatto di colore, ricami e puro spettacolo.
Marisa era un’adolescente timida, riservata, che dalla nonna, dice, ha imparato «l’indipendenza e una certa originalità e gusto eclettico». Fu però l’incontro con Diana Vreeland, che la «scoprì» e la trascinò nella sua orbita a New York a ribaltare le carte in tavola, ea farla diventare, ben presto, un’icona culturale globale, pronta a comparire sulle copertine delle più patinate riviste di moda e a recitare sui set dei più celebri registi.
Ecco, quei giorni rivivono tutti qui, in questa collezione che, come afferma la stessa star, è «il mio universo – la mia storia, la mia vita». Una rivisitazione, attraverso la sua stessa lente, dei look tipico anni Settantaquelli che hanno fatto parte del suo guardaroba di allora segnando momenti fondamentali della sua carriera, separati da iconici elementi.
Serpenti che si avvolgono intorno ai polsi, serpeggiano sulla parte superiore di un bikini nero e vengono usati come una spilla sinuosa che completa il copricapo nero, e poi paillettes, piume, scolli vertiginosi e profusione di gioielli.


