Ed eccola qui, scultorea come la Vela di Calatrava, scenografico palcoscenico romano dell’attesissima prima mondiale. A Roma perché proprio qui il 25 maggio, giorno del lancio di Ferrari Luce, ma del 1947, nel Gran Premio di Roma sul circuito delle terme di Caracalla, la Ferrari 125 S ottenne la prima vittoria ufficiale che diede il via alla storia leggendaria del marchio. Un fil rouge tra due giornate memorabili. Perché Ferrari Luce è l’inizio di un’altra era. «Con la nostra prima elettrica ridefiniamo ancora una volta i limiti del possibile. Oggi non presentiamo soltanto una nuova vettura, ma inauguriamo un capitolo che trasforma la nostra visione in realtà, rafforzando la tradizione Ferrari di anticipare e plasmare il futuro. Luce è brillante. È un senso di meraviglia. È l’idea di cosa verrà dopo. È creare qualcosa che non è mai stato creato. È il punto di partenza per una Ferrari che illumina il futuro e ci aprirà nuovi orizzonti», riflette John Elkann, presidente di Ferrari.
Superare i limiti del possibile. Cambiare le regole del gioco. Il risultato ha le forme e la tecnologia di Luce, che può piacere o non piacere, ma è un’auto dei record per Ferrari. È la prima elettrica (530 km di autonomia), prima cinque posti comodi come quelli di una lounge, le ruote più grandi di sempre, quattro motori elettrici che superano i 1000 cvquattro sospensioni attive elettricamente e quattro ruote sterzanti che lavorano in modo sinergico rappresentano una delle molte prime assolute di Ferrari Luce come lo è l’impianto audio Signature esclusivo. Come i 60 brevetti, tutto made in Maranello.

