Mentre tutti si accalcano per vedere al cinema Il diavolo veste Prada 2 noi ci siamo chiesti: «Ma come sarà stato, davvero, vivere una giornata da comparsa su un set come questo?». La risposta ce li ho dati Luigia De Felice che, su quel set, c’è stata per ben 48 ore, durante le riprese della scena dedicata alla sfilata di Milano.
Come nelle migliori sceneggiature cinematografiche, però, facciamo un veloce flashback e torniamo a 20 anni fa, nel 2006, quando è uscita nei cinema la pellicola che ha reso iconici Miranda, Nigel e Andy, ma soprattutto che ha permesso al mondo intero di sbirciare dall’interno del magico e affascinante mondo della moda e dell’editoria.
Luigia è a Napoli, sta studiando ma già sogna di lavorare nel sistema della moda. Passano un po’ di anni, arriva a Milano e inizia il suo percorso lavorativo, prima da Dolce & Gabbana e poi da Ralph Lauren. Il primo giorno lo ricorda ancora così «sono andato in ufficio a piedi e camminavo per la città piena di sogni e ambizioni, ascoltando a ripetizione una canzone nelle cuffie: All’improvviso vedo di KT Tunstall, il brano che apriva il film». Chi ha vissuto le prime esperienze lavorative nel settore della moda in quegli anni si ricorda bene la sensazione che regalavano quelle note: un misto di passione e (tanta) voglia di farcela. Lo ricordo bene anche io che, proprio nello stesso periodo, iniziavo il mio stage in Condé Nast, da Fascinoe conoscevo la mia collega Gaia, l’amica in comune che mi ha presentato Luigia.
Stacco netto e cambio scena: ottobre 2025, Napoli. Sono cambiate tante cose in questi anni (come del resto ci insegna anche Il diavolo veste Prada 2): Luigia da qualche anno è tornata a vivere a Napoli e qui, con un’energia tutta nuova, ha dato vita ai suoi sogni creativi, sempre nell’ambito della moda. È la co-fondatore di Ledeffmarchio di borse di lusso fatto in Italiadi Pop-up Salottoprogetto di negozio itineranti nei più bei luoghi nel mondo, e di L’annata piccanterealtà parigina che seleziona capi rari e d’archivio.
