La decisione di optare per quel maglioncino che, per dirla con le parole e il tono sprezzante di Miranda, «non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo», sembra davvero lontana parte di una costruzione minuziosa dei Aspetto delle protagoniste, anche fuori dal set. Dove nulla è lasciato al caso e dove tutto parla del film di successo mediante riferimenti più o meno sottili. Dalla libretto della frizione con la copertina del film stretta tra le mani da Meryl Streep per la prima messicana alla T-shirt con la grafica Pantone Ceruleo indossata da Anne Hathaway durante il trucco e parrucco, è chiaro, che qui, l’attesa del film sia il film stesso.
Insomma, altro che misteriose uova di Pasqua di Taylor Swift. I messaggi ei richiami al film qui si sprecano, in senso buono, mescolando di continuo realtà e finzione, senza che nessuno, più, capisca dove sia il confine. Il tutto è iniziato con la reale sfilata di Dolce&Gabbana, diventata a sorpresa una scena del nuovo film, ed è proseguita con il siparietto sul palco degli Oscar con Anna Wintour nei panni di Miranda e Anne Hathaway (vera protagonista del film), in quella «di una delle due Emily».
Il bello è che nessuna delle attrici protagoniste sembra volersi sottrarre a questo gioco. Vedi Meryl Streep che, poco prima di accogliersi nel salotto tv di Stephen Colbert con il famoso maglioncino ceruleo, si è prestata a un buffo sketch con il presentatore ricreando un’altra delle scene più celebri del film. Lui, con tanto di completo grigio e Crocs rosse ai piedi nei panni di Andy o di «una delle due Emily» che dir si voglia, lei in quelli di Miranda Priestly pronta a giudicare il suo improbabile look solo con un’alzata di sopracciglio.
