In una sequenza di sale seicentesche, e sotto uno dei soffitti affrescati più imponenti di Roma ma anche d’Italia – il Trionfo della Divina Provvidenza – Valentino ha presentato la collezione Autunno-Inverno 2026/27 firmata da Alessandro Michelescegliendo di riportare la maison nel paesaggio simbolico che ne ha definito l’identità. La sensazione, e forse uno degli obiettivi della sfilata, è quella di voler raccontare la moda all’interno di uno spazio che appartiene prima di tutto alla storia.
tuttavia, la stratificazione di epoche e codici è solo il punto di partenza della collezione che, non a caso, è stata intitolata Interferenze. L’evento che ha segnato uno dei momenti più significativi della direzione creativa di Michele, non soltanto perché è la prima grande presentazione romana della maison dopo anni di passerelle parigine, ma perché ha messo in scena una dichiarazione precisa: Valentino torna alla città in cui è nato per confrontarsi con la sua memoria visiva e, soprattutto, con il significato che può assumere oggi. La macchina narrativa messa in opera da Alessandro Michele ha fatto sfilare oltre ottanta look, procedendo per accumulazione visiva e dando vita, più che a una sintesi, a una collisione tra linguaggi.
