«Sono un ottimista, ma non di un ottimismo cieco. C’è molta tensione nell’ottimismo, perché il mondo è pieno di sfide e non posso ignorarlo. Il mio ottimismo nasce dalla convinzione che i giovani di oggi renderanno questo mondo migliore», ha detto Stuart Vevers, direttore creativo di Coach. Parlando di sostenibilità, prima della sfilata tenutasi a New York mercoledì 11 febbraio, Vevers ha rivelato che fino a dieci anni fa si sentiva in colpa per il suo lavoro nella moda: «Cominciava a tormentarmi. Faccio fatica. Un giorno ho capito: non sentirti in colpa, agisci. Quella è stata la svolta per me. Non ho ancora tutte le risposte, ma ogni giorno ci penso e ci lavoro, e stiamo facendo progressi».

