Mentre alcuni amori di corte impiegano anni prima di trasformarsi in scandali, altri producono conseguenze immediate e molto concrete. È il caso della famigerata e tempestosa relazione tra il re d’Inghilterra Enrico VIII e Anna Bolenacominciata nel 1526. C’era però un problema: Enrico era già sposato con la popolarissima e devota Caterina d’Aragona. «Quella che era cominciata come una trattativa matrimoniale si trasformò, molto gradualmente, in una rivoluzione politica, teologica e, infine, sociale», scrive Alison Weir In Le sei mogli di Enrico VIII.
«Anche se dovessi morire mille volte», disse Anna a Enrico, «il mio amore per voi non diminuirà di uno iota!». Ben presto, però, la reputazione di Anna sarebbe stata fatta a brandelli, mentre la voce dell’ossessione di Enrico – deciso a sposarla a ogni costo – correva per le corti d’Europa. «Non crediamo sia possibile. Per l’onore e il servizio di Dio, mettete fine a questa relazione scandalosa», scrisse nel 1527 il nipote di Caterina, l’imperatore del Sacro romano impero CarloV. Anche l’opinione pubblica finì risucchiata nella vicenda: folle si radunavano attorno alla regina Caterina gridando: «Vittoria sui vostri nemici!»
E non erano solo i nobili a esporsi: nemmeno il popolo aveva timore di far sentire la propria disapprovazione. Nel 1531 Anna entrò a Londra per cenare con amici in una casa sul Tamigi. «La notizia si diffuse rapidamente nella City e, dopo poco, una folla di sette odottomila donne – o uomini travestiti da donne – marciava verso quella casa con l’intenzione di catturarla, perfino di linciarla», scrive Weir. «Per fortuna di Anna, venne avvertita in tempo e riuscì a fuggire su una chiatta lungo il fiume».
Scene simili si ripeterono, per esempio la domenica di Pasqua del 1532, quando il frate Guglielmo Petocon notevole coraggio, predicò davanti a Enrico e Anna minacciando che, se si fossero sposati, il re sarebbe stato punito come Dio aveva punito Achab. Enrico, naturalmente, alla fine ottenne ciò che voleva: fece annullare il matrimonio con Caterina e ruppe con l’intransigente Chiesa cattolica per fondare la Chiesa anglicana, di cui – non a caso – divenne capo.
Enrico sposò Anna, già incinta, nel 1533. Ma, nonostante la fama terribile del sovrano, un pubblico indignato continuò ad insultare senza remore la donna che alcuni chiamavano la «puttana dagli occhi sporgenti». Durante la processione verso Londra, in vista dell’incoronazione di quell’anno, gli abitanti protestarono in silenzio contro la sua ascesa, rifiutandosi di esultare e di levarsi il cappello mentre attraversava la città.
